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martedì 16 agosto 2011

Sexploitation

Bonjour.
Mi sa che non c’ho più il fisico io eh. C’ho la testa con dentro l’eco e una bocca di merda. Mi spiace, volevo essere un leone stamattina, che è il Sedici Di Agosto.
Spero di ripigliarmi in mattinata con una mezza dozzina di litri di caffè.

Che fracassata da bestie. Un po’ c’era anche da immaginarselo, credo. Magari un po’ meno, questo sì, però che finisse a sfascio era nelle regole di ingaggio.
Però bello. Nel senso che l’abuso dell’istinto sessuale primario è terapeutico, in alcuni casi. In altri è espressione artistica. In ogni caso l’istinto sessuale primario ha un significato positivo, mai negativo. La negatività è sempre frutto dell’elaborazione complessa del pensiero. Cioè, le cose diventano negative solo quando ci mettiamo dentro del nostro, quando le miglioriamo con il nostro raffinato pensiero.

Voglio vedere cosa succede oggi. Voglio vedere come si comporterà la Chiaretta. Se oggi, dopo essersi fatta fottere da tre uomini e due donne, si sentirà normale, rilassata e senza pentimenti, avrà fatto Esperienza. Lo spero tantissimo. Viceversa, se avvertirà disagio, timore di giudizi, pentimenti, rimorsi ed altri demoni, avrà semplicemente fatto una esperienza. Tra le tante.

Certo che rispetto alle gita sul litorale con Mamy, Papy, il Porco Ganassa e la Lurida Bolkan, ce la siamo passata meglio. Decisamente. Dal mio punto di vista, non ho dubbi.
C’è stato un momento in cui la guardavo. Seduta sulla faccia del Costa, con in bocca il cazzo del Loca, mentre la Lercia che stava cavalcando il Costa le ciucciava i capezzoli. Ecco, quel momento era da immortalare e spedire via MMS alla Mamy che le ha frantumato ininterrottamente i coglioni ogni fottuto giorno dell’ultima settimana.
Messaggio di accompagnamento: “Come vedi, avevo davvero da fare.”

La Lercia ha una piccola ossessione per la Chiara. E alla Chiara piace, molto visibilmente, la Lercia. Poi, oh, tutte ‘ste cose vanno viste in un’ottica molto, ma molto, fumosa. E questo accentua le tinte, va detto. Però la Lercia non l’ha mollata un attimo. Sono carine assieme, sorridentissime, felici, fameliche, due adorabili lesbichette. Poi quando il piccolo segreto spruzzatorio della Chiara è emerso in tutta la sua pirotecnica natura, sia la Lercia che la Sudicia ci hanno giocato mica poco. Una bambolina porno in balia delle selvagge. Oppure tre selvagge porno in balia di loro stesse.

Il Costa e il Loca, invece, sono come quelle macchine truccate col protossido d’azoto. Spaventose, sinché la bombola di protossido è piena. Finito il gas, finita la corsa, finito l’interesse per le corse.
Ci mancava solo che si attaccassero alla Playstation, come due nerd. Fortunatamente non l’hanno fatto, ma sono certo che ci hanno pensato.

Perché anche in un’orgetta, ci vuole un’etica. Non si può mettere in moto la voglia cannibale delle signore e poi contare sul fatto che, anche se si sborra, loro si arrangeranno da sole e continueranno per tutta la durata necessaria. No. Questa è maleducazione. Le hai messe in moto? E adesso devi darti da fare per spegnerle con tutta l’abilità di cui sei capace.
Fortuna che, mentre i Guasconi continuavano ininterrottamente ad arricciare, io mi sono dedicato alle tre signore. Facendole venire sinché ne avevo, una alla volta, ripetutamente, tutte aggrovigliate addosso a me, perché io un’etica ce l’ho, l’educazione pure e il sentimento anche. E ho anche il desiderio incontenibile di essere adorato. E le tre somarelle in calore mi adorano.
E’ questo lo spirito orgiastico puro. Volere bene e farsi volere bene.

Sono rivoltato. E rivoltante, anche. Troppo, troppo. Fumato troppo, alcolizzato troppo, sono screpolato.
Ma lo abbiamo accoppato quel Ferragosto di merda. O forse ci ha accoppati lui, non sono in grado di capire.
Però bello, liberatorio. E istruttivo.
Perché quando tutti sono di tutti, ciascuno è di nessuno.
E quello che resta, alienati i certificati di proprietà, è vita vera.